Casa unifamiliare nella campagna trevigiana
Fil House
Oltre i nostri limiti

Ci sono architetture che non cercano armonia, ma tensione. Il serramento è ciò che la rende leggibile.
- Essenza
- Larice spazzolato
- Finitura
- Verniciatura ad acqua effetto legno
- Aperture
- Portoncino a bilico verticale, lavorazione a progetto
- Finestra a bilico orizzontale
- Scorrevole a scomparsa
- Dettagli
- Vetro esterno serigrafato filo lamiera
- Imbotte in lamiera zincata a sbalzo

Immersa nella campagna trevigiana, Fil House si sviluppa in una forma allungata che valorizza il dialogo tra i materiali. Il calore del legno incontra la freddezza del metallo, mentre elementi naturali e accenti industriali si alternano in un equilibrio fatto di contrasti. Un ossimoro architettonico che definisce il carattere della casa con misura e personalità, trovando proprio nella materia il suo linguaggio più riconoscibile.
Il serramento è il punto di equilibrio tra i due materiali. Il legno naturale, a contrasto con il ferro, non cerca mimetismi: ogni materiale resta riconoscibile, ed è proprio questa chiarezza a dare forza al progetto. Le finestre diventano così elementi architettonici a tutti gli effetti, capaci di mettere in relazione interno ed esterno senza perdere la propria identità.
Lo scorrevole in soggiorno segna il confine con l’esterno e, quando è completamente aperto grazie a un sistema a scomparsa, rende il campo di fronte parte del salotto. Il paesaggio entra nello spazio domestico senza interruzioni, ampliandone la percezione e rafforzando il rapporto diretto tra la casa e la campagna che la circonda.



Altrove, sulla fiancata, la finestra incorniciata da un imbotte in lamiera zincata a sbalzo estende gli spazi oltre il filo della facciata, allungandosi in un taglio orizzontale e creando un elemento di rottura con la forma della casa. Il serramento non si limita quindi ad aprire una vista, ma interviene sul volume stesso dell’edificio, sottolineandone la forte orizzontalità.

All’ingresso, il portoncino ruota sul proprio asse e la sua anta è composta da due campiture complementari che si incastrano l’una nell’altra. Un disegno che rifiuta la simmetria e trasforma anche l’ingresso in un gesto architettonico preciso, chiudendo il progetto nello stesso spirito con cui è nato: attraverso il contrasto, la materia e la ricerca di un equilibrio mai scontato.




Prossimo progetto
Legno spazzolato
La materia che resta protagonista